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Differenze Italia-Cina/1: Il Perche’ del Tracollo Italiano

Si dice che un tempo, l’Italia era la Cina d’Europa, ed effettivamente abbiamo costruito le basi per diventare una potenza del G8 proprio in quel periodo. Se chiedi in giro perche’ l’Italia sia adesso in questa condizione difficile, tutti danno la colpa ai politici.

Quando vivi in Cina ti rendi conto in maniera chiara, perche’ l’Italia ha distrutto il proprio tessuto economico e demografico.

E’ vero che abbiamo avuto una classe politica dirigente impreparata e senza scrupoli, ma in realta’ tutto il sistema Italia e’ colpevole, nessuno escluso. Ricordiamoci che l’Italia e’ una democrazia e c’e’ liberta’ di opinione.

La prima grande causa del tracollo italiano e’ stata il posto fisso e il lavoro a tempo indeterminato, con tutte le connesse tutele e le retribuzioni minime. In Cina non esiste nulla di tutto cio’, tranne che nel settore pubblico. Ci sono dei semplici contratti annuali, come in tanti altri paesi (USA, Svizzera, Australia, UK,…) e pertanto e’ da stupidi adagiarsi sul lavoro dipendente. Non ha senso lavorare per far arricchire gli altri e poi essere cacciati via, dopo qualche anno. Pertanto, tendenzialmente tutti cercano di mettersi in proprio.

In Italia, il ragionamento fatto dai genitori ai figli e’ stato negli ultimi decenni: “Caro figlio/a, trovati un posto di lavoro dipendente, noi di diamo la casa, e quindi vivi sereno/a. Chi te lo fa fare ad azzardare attivita’ imprenditoriali!?”

In Cina, il figlio dice al padre “Caro papa’/ cara mamma, ipotechiamo la casa cosi’ posso finanziare il mio business. Non vorrai mica che faccia il dipendente a vita?”

Grazie ai sindacati, che in Cina non esistono, il livello dei salari dei dipendenti privati, pubblici e dei politici ha attratto tutti i giovani italiani a tentare queste carriere, attraverso il conseguimento di una laurea, spesso a costo quasi zero. Secondo i dati Google 2016, ancora molti laureati puntano a sistemarsi nella Pubblica Amministrazione.

Ad esempio, nel settore economico abbiamo avuto fondamentalmente 3 categorie:
– i laureati della Bocconi
– i laureati delle altre universita’
– i laureati della Bocconi con master negli Usa.

Corrado Passera si e’ laureato alla Bocconi, ha fatto il master negli Usa, e’ entrato in McKinsey e infine e’ stato AD di Poste Italiane e di Banca Intesa. Investendo non piu’ di 200.000 euro in titoli di studio si e’ portato a casa milioni di euro. Altro che attivita’ imprenditoriale.

Molti laureati della Bocconi hanno ottenuto posti dirigenziali da oltre 100.000 euro l’anno, con contratti blindati, investendo giusto 50.000 euro, in media.

Gli altri laureati, con poche centinaia di euro in tasse universitarie, si sono comunque piazzati, bene o male nella pubblica amministrazione o nelle imprese private o sono diventati politici professionisti.

L’universita’ italiana e’stata utilizzata per creare eserciti di lavoratori dipendenti tutelati dalla legislazione ordinaria, accordi di categoria e via dicendo.

In Cina, il dipendente pubblico, e’ vero che non puo’ essere licenziato, ma e’ anche vero che guadagna poco. Non sappiamo le paghe dei politici, ma anche quelle non sono cosi’ ricche. E con l’ultima campagna anticorruzione del presidente Xi, se vengono beccati a rubare, rischiano svariati anni di carcere. Molti vengono anche perseguiti all’estero e costretti a tornare in patria per scontare la pena. Fanno sul serio in Cina.

Il politico cinese inoltre proviene da scuole per la politica/pubblica amministrazione. Non e’ come da noi che ogni volta abbiamo dovuto fare training on the job al politico neoeletto. E comunque, lo scopo principale del nostro politico e’ stato (ed e’) quello di assicurarsi la rielezione e piazzare amici e parenti nella P.A., nelle societa’ a partecipazione pubblica, … ovunque possibile. Il politico cinese cerca comunque di fare le cose bene perche’ in caso contrario la sua carriera e’ finita.

L’apparato politico e la pubblica amministrazione cinese non hanno le dimensioni della P.A. italiana. Citta’ da decine di milioni di persone sono gestite relativamente da poche persone. In Cina non ci sono tasse sulla casa che finanziano gli stipendi dei politici e pubblici dipendenti locali.

I dipendenti pubblici, vedendo l’imprenditorialita’ diffusa, anch’essi cercano di fare qualcosa in proprio. Spesso iniziano con il negozio on-line e se riescono, si licenziano.

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La seconda causa del tracollo italiano e’ stato l’aver finanziato un sistema insostenibile nel lungo termine, il sistema pensionistico. In Cina le pensioni pubbliche sono irrisorie e pertanto chi riesce a mettere da parte un gruzzolo durante l’eta’ lavorativa, puo’ permettersi di non far nulla in eta’ avanzata. Altrimenti gli tocca di lavorare finche’ riesce. E’ cosi’ che in Cina, ma anche in Hong Kong, vedi lavorare gente fino a 80 anni, fino a quando ce la fa. Gente con la laurea che ha fatto l’impiegato da giovane, fanno poi i guardiani o gli addetti alle pulizie, part-time o full-time per sopravvivere. La Cina ha posti di lavoro per tutti. Non c’e’ nessuno stigma.

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Il sistema Italia ha posto le basi per la sua autodistruzione al culmine della sua potenza ed e’ in declino dallo scorso decennio. L’enorme costo delle pensioni, della pubblica amministrazione, dei politici, etc… si e’ scaricato sulle imprese che sono state costrette, negli ultimi decenni, a spostare le sedi all’estero e a ridimensionare gli investimenti.  Molti non si sono neanche preoccupati di saldare i debiti con le banche e lo Stato, viste le angherie subite. Ricordiamoci che tutta la rigidita’ contrattuale dei contratti di lavoro dei dipendenti bancari si  e’ scaricata sulle imprese sotto forma di costo del credito.

Abbiamo creato un sistema che da un lato fa aumentare il debito in misura esponenziale, e dall’altro abbiamo fatto in modo, che chi doveva pagarlo venisse meno.

In Cina, lo stato e il sistema bancario hanno pure un debito elevato, ma e’ tutto debito produttivo e comunque basterebbe fare qualche manovra fiscale di lieve entita’ per abbatterlo. Non e’ certo come l’Italia che ormai ha raschiato il fondo del barile.

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Conclusioni

Abbiamo sbagliato tutto.

La Costituzione del 1948 non ha raggiunto i risultati sperati, ossia porre le condizioni affiche’ un paese prosperi nel lungo termine. Come dicono i giuristi, la legge e’ come un abito: va tagliato su misura della persona. La nostra Costituzione sara’ un bellissimo abito ma purtroppo si e’ rivelato non su misura per il popolo italiano. Siamo stati sfortunati.

Quasi 70 anni dopo, nel 2017 ci ritroviamo un Paese in modalita’ autodistruttiva a livello finanziario, alta disoccupazione, odio crescente tra classi sociali e generazionale e a natalita’ zero.

Gli americani, gli inglesi, gli svizzeri, gli australiani, sono stati piu’ fortunati: hanno adottato una forma di governo che li ha fatti, e li fa prosperare. I tedeschi, dopo la prima guerra mondiale avevano un sistema che li ha portati alla distruzione, ma poi dopo la seconda guerra mondiale, hanno imboccato la strada giusta.

I cinesi pure sono stati fortunati. Probabilmente, se avessero avuto una forma di governo democratica, non sarebbero oggi la seconda potenza economica del mondo, ma probabilmente in piena guerra civile.

Con l’arrivo della prossima recessione economica mondiale o europea, l’Italia probabilmente dovra’  scegliere tra il pagare le pensioni, gli interessi sul debito pubblico o gli stipendi dei dipendenti pubblici. Ci sarebbero delle soluzioni, ma sono impraticabili, vista l’attuale struttura del sistema politico e sociale.

Non sappiamo come andra’ a finire, ma una cosa e’ certa: dobbiamo ripartire da capo, azzerando tutto cio’ che e’ stato partorito dalla Carta Costituzionale: regole, sindacati, partiti, istituzioni, etc. scegliendo una nuova strada.

Tra i vari modelli di governo, il piu’ consono per il popolo italiano e’ probabilmente quello cinese basato su un solo partito e nessuna separazione dei poteri. L’accesso alla P.A. e alla scuola politica diventa unico, con maxi concorso annuale dopo la laurea. Carriera politica si’, ma gradualmente e dopo aver dimostrato di saper amministrare la cosa pubblica sin da giovani.

E tutti quelli fuori dalla P.A,…. a creare, vendere, a fare gli imprenditori,… a conquistare il mondo. MAKE ITALY GREAT AGAIN!

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